Lo stadio Filadelfia tornava ad essere oggi teatro di un derby Primavera 25 anni dopo l’ultima volta (era la stagione 1993/94), e quello a cui abbiamo assistito non è stato certo uno spettacolo degno dei valori dello sport e della civiltà. Di fronte a quasi duemila tifosi granata, i giocatori della Juventus sono stati vittime di varie contumelie, tra fischi, insulti, sputi e cori anti-Juve, a cui il tifoso del Toro ci ha purtroppo spesso abituato ogni qualvolta si gioca una stracittadina. Ricordiamo ancora con orrore un derby Primavera del dicembre 2014, con Gianluca Pessotto sotto assedio dalle minacce granata, e che portò alla denuncia e all’identificazione della Digos di due tifosi del Torino.

Già a partire dal riscaldamento, e proseguendo per tutti i 90 minuti di gioco è stato lo “spettacolo” del tifo contro, e non di quello a favore, nonostante la bella prestazione della squadra granata meritasse incitamenti a favore e non insulti agli avversari. Questo è un clima d’odio a cui la Juventus è purtroppo tristemente abituata, in primis dalla prima squadra ma anche dalle sue squadre giovanili che spesso devono pagare lo scotto di un odio avversario davvero incomprensibile in un mondo che dovrebbe restare incontaminato da queste diatribe, e che a fatica viene tenuto a bada dalle dirigenze avversarie.

Il gol di Jakupovic al 90′, che ha deciso il derby di oggi, è stata un’autentica liberazione per i ragazzi allenati da Mister Dal Canto, che si sono lasciati andare alla libera e sfrenata gioia, andando anche un po’ oltre… come accaduto a Fernandes autore di un dito medio rivolto alla curva granata. Un errore da non ripetere ma che non deve comunque nascondere il vero problema venuto ancora una volta a galla oggi: l’odio sgradevole e ingiustificato del tifo granata nei confronti dei colori bianconeri, un’autentica piaga per la città di Torino che meriterebbe altre cornici alle sue partite di calcio, e non i soliti seminatori d’odio e violenza a piede libero negli stadi.